Un progetto teatrale sviluppato nei mesi precedenti la morte nel 2016 di cui non si sapeva dell’esistenza riemerge dagli archivi di David Bowie. Appunti scoperti nel suo studio di New York, rimasto intatto dopo la morte dell’artista nel 2016, rivelano che stava lavorando a un musical ambientato nella Londra del XVIII secolo.
Il titolo previsto era The Spectator, ispirato all’omonimo periodico satirico pubblicato tra il 1711 e il 1712. Nei quaderni Bowie aveva riassunto e commentato alcuni testi, arrivando a segnalarne possibili usi narrativi. In un caso, definì “buon subplot” una storia morale su due sorelle, una bella e arrogante, l’altra meno appariscente ma più amabile.
Il materiale, consegnato al Victoria and Albert Museum insieme al resto dell’archivio dell’artista, sarà visibile dal 13 settembre al nuovo David Bowie Centre di Hackney Wick. Tra gli oggetti esposti anche la scrivania su cui lavorava.
Il progetto teatrale sembra intrecciare la vivace vita culturale londinese con i suoi lati oscuri. Bowie annota la figura del ladro “Honest” Jack Sheppard, eroe popolare dell’epoca, e del suo antagonista Jonathan Wild, “thief-taker general” che lo consegnò alla giustizia. Compare anche l’idea di rappresentare i Mohocks, bande di giovani aristocratici dediti a violenze notturne.
Accanto al crimine, l’artista aveva tracciato una cronologia delle arti del periodo, da Joshua Reynolds a William Hogarth, e riflettuto sul ruolo dei musical come strumento di satira politica.
L’interesse per la scena non era nuovo. Prima della morte Bowie aveva lavorato contemporaneamente all’album Blackstar e a Lazarus (2015), sviluppato con il drammaturgo irlandese Enda Walsh e ispirato alla figura di Thomas Newton de L’uomo che cadde sulla Terra. The Spectator sarebbe stato il passo successivo in quella direzione, rimasto incompiuto. Già nel 2002, in un’intervista al programma Front Row di BBC Radio 4, l’artista aveva esplicitato questa inclinazione: “All’inizio volevo scrivere per il teatro… penso che l’intento fosse avere un pubblico vasto”.
Il monografico su David Bowie per SA è a cura di Stefano Solventi, Giulio Pasquali e Giulia Cavaliere.
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2025-09-07T14:48:22Z