Netflix ha annunciato che i film Warner Bros. resteranno nelle sale cinematografiche per 45 giorni prima del loro arrivo in streaming sulla piattaforma. Questo approccio alla distribuzione punta a tutelare un settore cinematografico solido e sostenibile, senza penalizzare l’esperienza del pubblico.
Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, ha chiarito che l’obiettivo non è ridimensionare il ruolo delle sale, ma valorizzarle come parte integrante della strategia, così da massimizzare i risultati e competere con successo al botteghino. Sebbene questa scelta sia stata accolta con scetticismo da una parte di Hollywood, ha trovato consensi all’interno dell’industria cinematografica e tra gli spettatori.
Secondo Ted Sarandos la competizione tra streaming e sale cinematografiche è infondata. Quando si trova davanti ad un film di qualità, il pubblico è disposto a uscire di casa per vederlo. Garantendo la distribuzione di circa un mese e mezzo delle opere Warner Bros. in sala, Netflix intende quindi tutelare il valore della visione cinematografica, senza tuttavia deludere le aspettative degli abbonati. In questo modo, il co-CEO chiarisce anche una sua precedente dichiarazione secondo cui il cinema era stato definito un concetto superato. Netflix non è una forza opposta al cinema. “Non eravamo in quel settore non perché lo odiassimo. Non eravamo in quel settore, perché la nostra attività di streaming stava andando così bene” , ha affermato Sarandos.
Qualora si dovesse concludere il mega-accordo con la Warner Bros. (annunciato a fine 2025 e in via di finalizzazione con un’offerta da circa 82,7 miliardi di dollari) la posizione dell’azienda è stata dunque chiarita, mettendo a tacere alcune indiscrezioni secondo cui Netflix avrebbe concesso ai film finestre di soli 17 giorni.
L’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix ha suscitato commenti negativi e reazioni da parte di varie figure e gruppi di Hollywood.
Il regista James Cameron (Titanic, Avatar) ha espresso forte scetticismo sull’accordo, sostenendo che Netflix vuole sostituire il cinema tradizionale e sottolineando che esiste qualcosa di sacro nell’esperienza del cinema dal vivo. Jane Fonda, attrice, icona e attivista ha scritto che la fusione mette Hollywood e la democrazia a rischio, perché consoliderebbe troppo potere nelle mani di un unico gigante dello streaming, riducendo la diversità di contenuti e opportunità creative. Le reazioni non si limitano ai singoli artisti, ma coinvolgono patronati di cinema, associazioni di esercenti e sindacati, che temono meno film nei cinema, potenziali chiusure di sale e perdita di posti di lavoro.
Valeria Devardo
L'articolo Netflix sul futuro dei film Warner Bros. in sala proviene da Metropolitan Magazine.
2026-01-20T18:03:54Z