La notizia della morte di Sophie Kinsella a 55 anni, annunciata dalla famiglia con un post su Instagram, ha fatto il giro delle redazioni entertainment di mezzo mondo.
L’autrice britannica, all’anagrafe Madeleine Sophie Wickham, era da tempo in cura per un glioblastoma, una forma estremamente aggressiva di tumore al cervello che gli era stata diagnosticata nel 2022 e che la stessa autrice aveva ufficializzato lo scorso anno, mettendo la malattia al centro del suo ultimo romanzo “come percorso di cura e di accettazione personale”, aveva scritto…
Nel messaggio di addio la famiglia parla di ultimi giorni “pieni di famiglia, musica, calore, Natale e gioia”, restituendo l’immagine di una donna che ha attraversato la malattia con coraggio e gratitudine per il proprio percorso.
Le reazioni del mondo letterario, raccolte dalla BBC, raccontano quanto Sophie Kinsella fosse amata: Jojo Moyes, due volte vincitrice del Romantic Novel, autrice di grande successo e ottima amica della scrittrice scomparsa, ha sottolineato la sua grazia e la capacità di “far illuminare chiunque la incontrasse”, mentre altre autrici come Jodi Picoult e Adele Parks hanno ricordato una collega “calda, brillante, capace di portare gioia nel mondo”. Il suo agente e il suo editore parlano di una voce capace di elevare la commedia romantica, intrecciando leggerezza e profondità emotiva.
Sophie Kinsella è stata una delle prime autrici di romanzi romantici a diventare un vero fenomeno mainstream, ponte naturale fra libreria, cinema e cultura pop. Con oltre 50 milioni di copie vendute in più di 60 Paesi, traduzioni in almeno quaranta lingue e personaggi che sembrano usciti da una serie tv, i suoi libri hanno anticipato toni e dinamiche della serialità contemporanea: protagoniste alle prese con lavoro precario, identità da costruire, famiglie invadenti, relazioni complicate e una città sullo sfondo che è quasi un personaggio.
La saga Shopaholic (in italiano I Love Shopping) e la sua eroina Becky Bloomwood, giornalista finanziaria con un rapporto disastroso con le carte di credito, sono diventate un manuale di riferimento per il romantic comedy moderno. Dal film Confessions of a Shopaholic del 2009 a Can You Keep a Secret? nel 2019, fino alle tante ipotesi di nuove trasposizioni, il suo immaginario è entrato stabilmente nel modo in cui tv e cinema raccontano le “quarterlife crisis” delle protagoniste.
Spesso etichettata sotto l’etichetta riduttiva di “chick lit”, ovvero letteratura destinata alle adolescenti, Sophie Kinsella ha sempre rivendicato la sua capacità di scrivere vere e proprie romantic comedy, come ricordato da interviste a People e ai quotidiani britannici. Nelle sue storie, l’umorismo non è un semplice abbellimento, ma il modo con cui i personaggi affrontano temi molto concreti: soldi, precarietà, salute mentale, fallimenti professionali e familiari.
La novella What Does It Feel Like?, pubblicata nel 2024 e ispirata alla sua esperienza con il cancro, è stato sicuramente il punto più alto di questo equilibrio tra leggerezza e dolore.
Per il pubblico televisivo e digitale, abituato a vivere le storie in binge watching, Sophie Kinsella ha rappresentato un linguaggio familiare: capitoli come episodi, cliffhanger, dialoghi che sembrano già pronti per lo schermo. Il tutto in un gran numero di contenuti distribuiti sulle reti televisione tradizionali e in streaming che l’hanno resa miliardaria.
Si calcola che solo da Shopaholic, tra royalty, diritti di distribuzione del libro e del film, venduti alla Walt Disney, avesse accumulato un formidabile patrimonio di oltre 50 milioni di dollari. Dalla prima versione di I Love Shopping sono stati creati ben dieci spinoff ambientati in diverse città come New York, Las Vegas e Venezia e numerose altre versioni dedicate a bimbi e feste speciali come il, Natale.
La sua eredità, oggi, è nelle librerie ma anche nelle programmazioni televisive di mezzo mondo in decine e decine di lingue e nelle idee di chi grazie a lei ha trovato un mercato interessante destinato a commedie romantiche per film, serie e piattaforme. Senza considerare la sua immensa attività in beneficenza e solidarietà che l’ha vista impegnatissima negli anni peggiori, quelli della sofferenza, con donazioni e manifestazioni pubbliche per la raccolta di fonti destinati alla ricerca.
Sempre cercando quello stesso mix di ironia, vulnerabilità e speranza che ha reso Sophie Kinsella una delle voci più amate della narrativa pop contemporanea.
2025-12-11T06:07:48Z