La notizia è arrivata nella mattinata di sabato 10 gennaio e, nel giro di poche ore, ha iniziato a produrre onde lunghe anche in Italia. Un’operazione antidroga condotta a Istanbul, mirata al consumo di stupefacenti nel mondo delle celebrità, ha portato alla detenzione di sette persone.
Tra i nomi finiti sotto i riflettori, secondo quanto riportato dal quotidiano turco Hürriyet, ci sarebbe anche quello di Can Yaman, uno dei volti più amati della serialità italiana degli ultimi anni. Proprio questa sera, su Canale 5, era prevista la messa in onda della prima puntata di C’è posta per te con Can Yaman tra gli ospiti. Il programma di Maria De Filippi, com’è noto, è interamente registrato con settimane di anticipo, dettaglio che apre ora a diversi scenari.
Proprio questa sera, sabato 10 gennaio su Canale 5, era prevista la messa in onda della prima puntata di C’è posta per te con Can Yaman tra gli ospiti. Le opzioni sul tavolo sarebbero sostanzialmente tre.
La prima: mandare comunque in onda l’ospitata, confidando nel fatto che l’indagine sia ancora in corso, che non vi siano decisioni giudiziarie definitive e che, al momento, si parli solo di un fermo e non di una condanna. Una scelta che eviterebbe stravolgimenti di palinsesto, ma che esporrebbe la rete a possibili polemiche.
La seconda ipotesi: intervenire in fase di montaggio, riducendo drasticamente o eliminando del tutto la presenza dell’attore dalla puntata. Un’operazione tecnicamente possibile, ma complessa, soprattutto se l’ospitata fosse centrale nella storia raccontata in studio.
La terza, più drastica: accantonare temporaneamente la puntata o sostituirla con un’altra già pronta, prendendo tempo in attesa di sviluppi ufficiali dalla Turchia. Una scelta che Mediaset ha già adottato in passato in casi simili, quando l’attualità ha imposto prudenza. Per ora bocche cucite.
Secondo fonti Adnkronos confermate anche a Leggo, a dispetto delle ipotesi inziali, la puntata di C'è Posta per te andrà regolarmente in onda come previsto dal palinsesto. Nel frattempo, i social si sono già divisi tra chi invoca prudenza e garantismo e chi chiede una presa di distanza immediata. Una cosa, però, appare evidente: la serata di Canale 5 non sarà una serata come le altre, e l’eco di quanto accaduto a Istanbul potrebbe farsi sentire ben oltre i confini della cronaca giudiziaria.
Secondo la ricostruzione dei media turchi, la polizia avrebbe effettuato raid in nove locali notturni della città su mandato della Procura. Durante uno di questi controlli, Can Yaman si trovava all’interno di un club come semplice cliente. Gli agenti avrebbero rinvenuto sostanze stupefacenti in suo possesso, facendo scattare il fermo in flagranza di reato. Un dettaglio ritenuto cruciale dalle fonti: non esisteva un ordine di detenzione preventivo nei confronti dell’attore. Sempre Hürriyet aggiunge che agli atti risulterebbe una precedente segnalazione per uso di droghe.
2026-01-10T12:30:28Z