Quando le luci si abbassano e la musica di Koji Kondo riempie la sala, gli spettatori si lasciano trasportare dall’avventura di Mario tra galassie, stelle e Koopa. Il nuovo film di Super Mario Galaxy, al cinema dal 1 Aprile, è una lettera d’amore lunga poco meno di due ore, indirizzata a trent’anni di videogiochi. Nintendo e Illumination provano a spingersi oltre il successo del precedente adattamento cinematografico, portando sullo schermo uno dei capitoli più amati della saga. Di seguito la recensione di questo piccolo gioiellino, con i suoi pregi e i suoi difetti.
Dal punto di vista estetico, il film è probabilmente uno dei più riusciti adattamenti mai realizzati a partire da un videogioco. L’idea di trasporre l’universo galattico di Super Mario Galaxy in animazione offre una libertà creativa quasi totale, e gli autori la sfruttano appieno. Pianeti minuscoli, galassie colorate e gravità distorta diventano strumenti narrativi oltre che elementi spettacolari.
Ogni sequenza sembra costruita per stupire. Non si tratta solo di effetti speciali, ma di una vera e propria grammatica visiva che richiama l’esperienza videoludica senza limitarsi a copiarla. L’uso del movimento, delle prospettive e della luce contribuisce a creare un senso costante di scoperta, come se lo spettatore fosse anch’esso parte del viaggio.
La trama segue Mario che, dopo aver cercato di proteggere il Regno dei Funghi, si ritrova proiettato nello spazio a causa dell’attacco di Bowser Jr.. Il villain della pellicola è proprio lui che, deciso a salvare suo padre, attacca Mario ed i suoi amici. È invece Peach, in questa storia, che si prodiga in un salvataggio, quello di Rosalinda, una figura misteriosa che vive tra le stelle insieme alle Luma, piccole creature luminose sue figlie.
Il film prova a raccontare non solo una missione eroica, ma anche temi come la solitudine, il destino e il senso di appartenenza, soprattutto attraverso il personaggio di Rosalinda e il suo legame con uno dei personaggi. L’intento è chiaro: dare maggiore profondità a un universo tradizionalmente leggero. Tuttavia, proprio qui emergono alcune criticità. Lo sviluppo narrativo non sempre riesce a sostenere queste ambizioni: alcuni passaggi emotivi risultano affrettati, e certe scelte sembrano più suggerite che realmente esplorate. La storia rimane in superficie quando avrebbe potuto scavare molto più a fondo.
Uno dei pregi più evidenti di Super Mario Galaxy è la volontà di ampliare il cast e dare maggiore spessore ai personaggi già conosciuti. Un’ambizione lodevole, che però non sempre porta fino in fondo.
Tra le nuove figure, Rosalinda è senza dubbio quella che lascia il segno. C’è qualcosa di malinconico e affascinante in lei: il suo legame con le stelle e con il tempo introduce un tono inaspettato per un film di Mario. Eppure, proprio quando ci si aspetta che il racconto si immerga davvero nel suo passato, il film si ritrae. Rosalinda rimane una presenza quasi mistica, bella da vedere ma difficile da conoscere davvero.
Yoshi, invece, è una gioia. Porta energia, simpatia e il suo rapporto con Mario e Luigi è genuinamente affettuoso, creando, forse, uno dei legami più riusciti del film. Peccato che anche lui, alla fine, il film lo relega a un ruolo di supporto senza un vero arco che lo renda davvero centrale.
Mario rimane il fulcro della storia, ma in un universo così grande e spettacolare rischia di perdersi un po’, schiacciato dal ritmo e dall’azione. Luigi ha più spazio rispetto al capitolo precedente, nel suo personaggio si percepisce un’evoluzione che, però, non viene mai valorizzata davvero. Peach è forte e determinata come sempre, ma la storia la usa più come guida tattica che come personaggio in evoluzione.
Super Mario Galaxy – Il Film è un’opera che si porta dietro un’ambizione rara per un adattamento videoludico: non vuole solo intrattenere, vuole emozionare. E in certi momenti ci riesce davvero, con una forza visiva e una cura per i dettagli che lasciano senza fiato. Le galassie disegnate sullo schermo hanno qualcosa di ipnotico, e c’è più di una sequenza capace di restituire quella sensazione di meraviglia infantile che solo il videogioco originale sapeva regalare.
Eppure il film non è esente da pecche, e alcune di queste pesano molto. La storia fatica a tenere il passo con le ambizioni del progetto, il ritmo a tratti si inceppa, e diversi personaggi meritavano semplicemente più spazio e più cura. Si ha spesso la sensazione che il film stia correndo quando dovrebbe fermarsi, che preferisca l’effetto alla sostanza, lo spettacolo all’emozione.
Ma forse è proprio questo il punto. Non parliamo di un film perfetto, probabilmente non voleva esserlo. È un’esperienza caotica, generosa, a volte goffa, che cerca di tradurre in linguaggio cinematografico qualcosa che per natura appartiene a un altro medium: la gioia pura dell’esplorazione, il piacere di saltare da un pianeta all’altro senza sapere cosa troverai dall’altra parte.
E anche quando inciampa, lo fa guardando alle stelle. Il che, tutto sommato, è già qualcosa.
Angela della Ventura
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L'articolo Super Mario Galaxy – Il Film: tutto quello che sappiamo, tra le galassie sfavillanti proviene da Metropolitan Magazine.
2026-04-05T15:48:52Z